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La BIBLIOTECA dell'Istituto Comprensivo presenta:

Martedì 14 Dicembre 2010

Echi Sacri e Profani delle nostre Piazze

17 Marzo 1861 – 17 Marzo 2011
2° incontro

Il 14 Dicembre scorso, presso il Museo dell’arte contadina di Torrepaduli, si è tenuto un secondo incontro nell’ambito del progetto “ Ruffano- Torrepaduli,  piazze che parlano d’ Italia “, dal titolo “ Echi sacri e profani delle nostre piazze “, che ha avuto come relatori Vincenzo Vetruccio e Vittorio Vergaro.
Entrambi, in modo diverso e con l’aiuto di alcune immagini fornite dal fotografo Gnoni su Ruffano e Torrepaduli di una volta, sono riusciti a ricreare l’atmosfera del passato: la gente in piazza che chiacchiera, che comunica, che fa passare le informazioni di bocca in bocca, che produce, appunto, “l’eco”.
La notizia di un evento locale o nazionale dal piccolo gruppo di persone si diffondeva  nel paese e così la piazza svolgeva una funzione simile a quella della televisione e di Internet oggi.
“ Va bisciu ci se dice alla chiazza “, così dicevano gli uomini, uscendo di casa mentre le donne restavano sull’uscio o vicino al focolare.
E di quello che stava accadendo al di fuori della piccola comunità di Ruffano e Torre, intorno alla metà dell’ Ottocento, che cosa si diceva in piazza?
Forse si parlava dei primi moti carbonari, delle prime costituzioni concesse da alcuni sovrani, ad esempio da Ferdinando nel Regno delle due Sicilie?
Forse, visto che un documento del 1846 ci dice che all’atto di morte di un certo Giuseppe Soleto, soldato borbonico, un gruppo di cittadini di Ruffano inviò un’ istanza al re Ferdinando II per chiedere il ritorno alla monarchia assoluta, che venne respinta, e ancora sappiamo che tale Antonio Pantaleo, ruffanese, ha combattuto nel 1851 per salvare la corona dall’anarchia.
La piazza era per i cittadini di Ruffano e Torre luogo della verità perché luogo della comunità: quando c’era una questione da regolare, si chiariva in piazza per sottoporsi al giudizio del popolo.
Il professor Vetruccio ci ha infine fornito i nomi antichi delle piazze di Ruffano e Torre e siamo così venuti a sapere che Largo d’ Annunzio si chiamava Largo della Finita, Piazza della Libertà era Largo Cappuccini, Piazzetta Fiorito era Piazza delle Cisterne Nuove, Piazzetta Ruffo, Via delle Moline e Piazza San Francesco si chiamava Piazza Plebiscito.
Questo incontro è stato molto interessante e ancora una volta abbiamo capito che nel nostro paese, come in molte altre città d’ Italia, la piazza è stata il luogo privilegiato dell’ incontro e dello scambio, il luogo in cui si può ancora cogliere l’eco degli eventi storici, sociali e religiosi che Ruffano e Torrepaduli hanno vissuto.

Gli alunni della classe II C